.
Annunci online

meaninglessness
heavy is the cost
DIARI
26 febbraio 2012
Hanno ammazzato il Tempo, il Tempo è vivo


tratto da un romanzo incompiuto di K. Boebbels


Era sempre stato solito ammazare il Tempo, nei modi più strani e ricercati. Una cura assassina che difficilmente si riscontra nei fatti della vita.
La prima volta accadde tutto per caso, in un'età in cui non gli era ancora ben chiaro cosa significasse morire. Quel tardo pomeriggio si trovava davanti a un forziere che in realtà non era altro che una cassa di legno con le giunture in ferro, ma che tuttavia a uno sguardo ingenuo somigliava in tutto e per tutto a uno di quei rudimentali scrigni che avrebbero arredato le storie di pirati in cui, da lì a poco, si sarebbe tuffato centinaia di volte. Non appena avesse imparato a leggere.
All'interno non aveva trovato dobloni e nemmeno coppe d'oro, solo cianfrusaglie e dunque preziosi che avrebbero fatto invidia anche al più ricco dei re. Una bambola di pezza buona per le femmine, tre gomitoli - giallo, rosso e grigio - un libro su cui era disegnata una signora lunga, con un vestito blu, anch'esso lungo, e un ombrello senza pioggia. Dopo la signora, un sacco di carta che, se avesse saputo contare fino a più di cinque, avrebbe saputo quantificare come troppa. Dentro alla cassa c'era anche un piccolo aggeggio di vetro duro e sporco con dentro sabbia di un giallo più giallo di quella che gli era rimasta attaccata addosso la volta in cui suo padre aveva tentato di annegarlo. O almeno così gli era parso.
Quel pomeriggio, che nel frattempo era diventato quasi sera e fame, ebbe modo di imparare una tecnica per permettere alla sabbia di passare da una parte all'altra di quello strano affare. Bastava capovolgerlo di continuo: un gioco da niente ma divertente. Andò avanti per un bel po': secondi e minuti, fino al momento in cui, stanco di quelle continue capriole, decise di lasciarlo fermo a metà. Orizzontale come quando si dorme o, come ebbe modo di scoprire successivamente, si muore. Il Tempo era stato ucciso. Omicidio colposo.
Iniziato senza nemmeno saperlo a quella pratica, migliorò in esperienza e fantasia. La colpa, e i suoi sensi, invece cedettero ben presto il passo al dolo sadico.
Il Tempo non ebbe così tregua, né riposo, cosa quest'ultima in linea con la natura poco sedentaria della vittima. Una volta riuscì pure a sgozzarlo con una fantasia prodotta a occhi aperti puntati contro il buio: dalla gola del Tempo, quella notte, iniziarono a gocciolare i secondi; uno dopo l'altro, con puntualità. Che strano salasso fu quello.
Poi una mattina...





permalink | inviato da Dexter il 26/2/2012 alle 2:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 68625 volte













IL CANNOCCHIALE