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DIARI
25 gennaio 2012
La tabellina di Dante


3.33, qualsiasi posto che non sia questo.

L'ora di Dante, che sciocchezza! Tra le tante dette, questa è certamente una delle più riuscite; dunque, una delle peggiori. E la sua stolidità non viene di certo mascherata da un velo di letterarietà: il mio rapporto con la Commedia, infatti, è simile a quello che si ha con le tabelline, mnemonico e a saltare.
A pensarci bene, esso avrebbe da spartire qualcosa anche con le filastrocche: tre tigri mangiano trentatré trentini.
Tra l'altro, mi sento di poter azzardare che settecentodiciotto anni fa, a quest'ora della notte, il mio coetaneo Durante di Alighiero degli Alighieri probabilmente non faceva altro che dormire, e con lui milioni di altri anonimi sognatori. Che invidia, specialmente per questi ultimi.

Avrei voglia di immaginare qualcosa di - letteralmente - straordinario, ma non mi riesce. Che siano pensieri verbosi o visioni sintetiche non importa, ho la costante sensazione che ogni parvenza di originalità si disperda non appena la mente afferra il frutto di questo vagheggiare.
O sarebbe meglio dire vaneggiare? Cambia poco poiché, nel caso specifico, a saltare agli occhi più che l'assonanza è la sinonimia.

Paolo, Francesca e un libro galeotto. Beati loro. Nei testi che mi circondano, da condannare al massimo ci sarebbero gli autori: li vedrei bene tutti incolonnati a remare nelle galee, per espiare la colpa seguita all'avermi rubato tempo e denaro.
In verità un libro che merita il mio apprezzamento c'è ed è uno di quelli di cui mi piace pensare che sarei potuto esserne l'autore. Chissà se si tratta di un libro deprimente. In ogni caso, è una fortuna che qualcuno lo abbia scritto prima di me.

Volevo scrivere di caffè, ma ho desistito dopo aver constatato come per ben sette volte - e con questa fanno otto - io ne abbia già parlato. Forse, però, avrei fatto bene a ripetermi perché, quel che in cambio ne è uscito, non è altro che un mucchio di frasi disoneste: quando sto per cliccare sullo sciagurato tasto 'pubblica', infatti, non è più l'ora delle cantiche e dei canti. E se non bastasse questo a dimostrare l'insincerità del tutto, allora ammetto anche di essere sempre stato qui.
Prima, dopo, Durante.



permalink | inviato da Dexter il 25/1/2012 alle 3:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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